Pappataci e leishmaniosi, come riconoscere i parassiti e proteggere Fido

Quando parliamo di leishmaniosi dobbiamo fare mente locale sulla pericolosità di una particolare categoria di insetti che trasmette la malattia: stiamo parlando dei pappataci o flebotomi, simili nell’aspetto a piccole zanzare. Soprattutto quando la sera fa caldo e stare all’aperto risulta più piacevole i parassiti sono attivi e in grado di creare problemi a Fido. Ad ogni modo, è sempre bene ricordare come essi – in generale – non vadano mai davvero in vacanza e dunque sia sempre necessario proteggere gli animali domestici con prodotti ad hoc come quelli di Seresto, il collare antiparassitario che rilascia in maniera controllata un principio attivo che protegge il cane da ospiti indesiderati fino a 8 mesi.Si potrà così ottenere un effetto a lunga durata, senza dover ricorrere a trattamenti più ricorrenti come ad esempio quelli ‘spot on’.

 

Le cose da sapere sulla malattia e come si trasmette

La leishmaniosi non è una malattia di tipo contagioso, il pericolo di trasmissione è dovuto all’azione del pappatacio. L’insetto che abbia succhiato sangue infetto risulterà a sua volta contagiato, fungendo insomma da vettore. Il cane che sia stato punto e dunque si sia ammalato farà da pericoloso ‘serbatoio’: insetti sani potrebbero infatti pungerlo innescando ancora una volta la trasmissione della patologia. Ecco perché, tra le altre cose, è sempre da sconsigliare l’accoppiamento tra animali che abbiano preso la leishmaniosi: potrebbe avvenire una pericolosa trasmissione attraverso la placenta.

Da un punto di vista tecnico, la leishmaniosi è una zoonosi parassitaria causata da protozoi: la specie che circola in Italia è detta Leishmania infantum. Sarà corretto precisare come sia possibile la sua trasmissione anche ad altri mammiferi, esseri umani compresi.

Il cane che sia stato infettato, come detto, una volta punto dall’insetto vettore potrà innescare la diffusione della malattia. Nel momento stesso in cui avviene la puntura da parte del pappatacio infetto, quest’ultimo riversa nel sangue dell’animale il parassita. Per quanto riguarda la trasmissione verso l’uomo, questa può avvenire solo e unicamente a causa della puntura di un pappatacio infettato.

 

Cosa sono i pappataci e come agiscono

Questi insetti hanno un aspetto simile a quello delle fastidiose zanzare, anch’esse ‘compagne di viaggio’ sgradite nelle serate estive e non solo. Diversamente però da quanto accade per queste ultime i movimenti dei flebotomi sono più rallentati, inoltre il loro corpo si presenta ricoperto da uno strato sottile di peluria. Sempre mettendoli a confronto con le zanzare, nell’ottica di imparare e riconoscerli e distinguerli, i pappataci hanno dimensioni ridotte e un corpo di colore aranciato. Sono soliti riprodursi in alcuni ambienti che potrebbero dirsi ideali, all’interno dei quali sono presenti condizioni ottimali. Si tratta di zone fresche dove l’umidità non è del tutto assente, ecco perché il principale ‘indiziato’ è spesso lo scantinato. Senza dimenticare che anche le stalle, le cucce degli animali e, in generale, gli ambienti esterni con una vegetazione importante possono rappresentare il luogo perfetto per la proliferazione dei parassiti. Nessun ronzio viene prodotto mentre i pappataci sono in volo, inoltre il momento in cui risultano più attivi è quello del crepuscolo, in un range temporale che va dai mesi primaverili fino all’autunno.

 

Quali sono i sintomi tipici e in che modo comportarsi

Nel caso in cui il cane venga infettato potrebbe restare del tutto asintomatico anche per molti anni. Ecco perché è sempre bene differenziare il caso di un animale infetto con sintomi da quello di un animale infetto ma sano. Neanche a dirlo, quest’ultimo caso risulterà molto più pericoloso poiché potrebbe facilitare la diffusione della malattia (la presenza del parassita passerebbe del tutto inosservata).

Un cane malato con sintomi invece presenterà tutta una serie di comportamenti e anomalie che occorre imparare a riconoscere, in modo da agire presto e bene ricorrendo alle cure veterinarie. Innanzitutto l’animale potrebbe presentare un ingrossamento dei linfonodi (che diventano duri) nelle quattro zampe. Inoltre intorno a orecchie e zampe potreste notare delle piccole ulcere, così come anche la presenza insolita di forfora sul pelo. Il movimento e l’attività fisica dell’animale ne risentirebbero in maniera importante: Fido sarà più stanco e pigro del solito, potrà avere dolori alle articolazioni e sviluppare una certa anemia.

Purtroppo i problemi non riguardano soltanto l’aspetto esteriore ma anche gli organi interni del nostro amico peloso. Milza, reni e midollo osseo potrebbero finire per subire danni importanti o nei casi peggiori irreversibili. Questa malattia è in grado di attaccare e debilitare lentamente il sistema immunitario del cane. Ecco spiegata l’importanza di una corretta protezione con prodotti antiparassitari ad hoc, unita alla diagnosi precoce in presenza di eventuali sintomi sospetti come quelli appena passati in rassegna.

Ad ogni modo, per quanto invece riguarda l’uomo, sarà corretto precisare come la puntura dei pappataci possa causare sintomi come brividi e astenia, dolori all’addome e forte mal di testa.

 

L’importanza di una corretta disinfestazione

La cosa migliore da fare per assicurarsi una vita outdoor più serena è procedere alla preventiva disinfestazione di case e giardini – con prodotti a basso impatto ambientale – visto che stiamo parlando di insetti stanziali. Ciò contribuirà a rendere gli ambienti sicuri oltre che per le persone anche per gli animali. Un gesto che è sempre da abbinare alla scelta dei migliori prodotti antiparassitari per proteggere Fido.

Tra i metodi preventivi più interessanti e performanti dobbiamo poi indicare l’impiego di zanzariere con maglie molto sottili. Senza contare che è sempre bene far dormire il cane dentro casa quando fa buio, evitando così di lasciarlo esposto all’eventuale attacco dei parassiti (che, come detto, avviene principalmente nelle ore notturne). Nell’ottica di limitare la presenza degli insetti all’aria aperta, è sempre necessario poi provvedere a eliminare i residui organici che si trovino nei pressi della cuccia.

Nel caso in cui il cane dovesse presentare uno o più sintomi di quelli indicati occorre recarsi subito dal veterinario, il quale procederà ad effettuare un controllo molto accurato per tutto ciò che riguarda la condizione fisica dell’animale (terrà conto della sua storia clinica, dei sintomi emersi e delle possibili cause scatenanti questa spiacevole situazione). Il profilo potrà essere completato da un’analisi del sangue e da quella delle urine.

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