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Pet-therapy con uccelli selvatici: le perplessità della Lipu

Gli articoli “incriminati” sono due e precisamente l’art. 2 e l’art.3 della proposta di legge, in cui si dichiara rispettivamente che “Gli uccelli feriti ospitati nei centri di recupero delle associazioni di protezione ambientale e risultati inabili al volo possano essere dati in affidamento, previa richiesta, con specifiche finalità psicologico-educative, psichiatriche e mediche, a singoli cittadini, ad associazioni ornitologiche ed a strutture e servizi destinati al recupero e alla riabilitazione della tossicodipendenza o finalizzati all’assistenza di anziani e di bambini” e ” Chiunque recuperi un uccello ferito può detenerlo purché ne denunzi all’autorità competente il ritrovamento”.

Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti istituzionali Lipu, teme che utilizzando il nobile fine della pet-therapy si renda legale la detenzione di specie aviarie di grande importanza conservazionistica e gli sforzi della Lipu per tutelare l’avifauna selvatica vengano vanificati.

La Lipu non esclude l’impiego di uccelli selvatici per la pet-therapy, purchè l’attività segua percorsi diversamente pianificati.

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