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L’impavido bassotto non sa di essere un bassotto





All’inizio del Novecento un intraprendente signore di nome Narry Stevens, che aveva il compito di rifocillare gli spettatori delle partite di football nello stadio di New York, inventò un panino destinato a diventare uno dei simboli degli Stati Uniti: lo hot-dog.

Non fu lui, però, a battezzarlo così. Il nome hot-dog, che letteralmente significa «cane caldo», fu coniato qualche anno dopo da un disegnatore di vignette sportive, Dorgan, che raffigurò un panino con dentro un Bassotto, giocando sul fatto che il würstel e quel cane erano entrambi tedeschi, lunghi e di colore marrone.

Fu quello l’inizio della grande popolarità del Bassotto tedesco, che ancora oggi è tra i dieci cani più diffusi negli Stati Uniti e uno dei più amati in assoluto nel mondo.

Affettuoso, attaccatissimo al padrone e giocherellone, ma anche testardo, dotato di un carattere deciso e pronto a fare sul serio, il Bassotto incarna tutte le caratteristiche del popolo tedesco, al punto da essere considerato il cane nazionale della Germania.

Ma le sue origini sono antichissime e affondano le radici nella terra delle Piramidi. Pare infatti che il Bassotto derivi da un cane egiziano, raffigurato anche sulle pareti della tomba del faraone Thutmosi III (vissuto 3.400 anni fa), il quale veniva impiegato per cacciare piccoli mammiferi.





L’aspetto buffo, le zampe corte e l’andatura divertente hanno fatto del Bassotto il protagonista di molti cartoni animati e film per bambini, primo fra tutti il bellissimo Quattro bassotti per un danese della Disney, un classico degli anni Settanta.

Questo però non deve trarre in inganno: non si tratta di un cagnolino delicato e tranquillo.

Il Bassotto ha un’altissima opinione di sé; è temerario e coraggioso, proprio perché è stato selezionato per dare la caccia al tasso: il suo nome tedesco è infatti Dachshund, cioè «cacciatore di tassi».

Emblema della pigrizia e del letargo, il tasso sa diventare terribile se è messo alle strette.

Carnivoro, ha artigli lunghi e robusti come quelli di un orso, con i quali può infliggere profonde ferite, e una dentatura poderosa capace di stritolare le ossa degli avversari.

Per farlo uscire dalla sua tana nel terreno, i cacciatori crearono un cane senza paura, appunto il Dachshund, sottile e dalle zampe corte e quindi adatto a intrufolarsi nei cunicoli e dotato di forti mascelle a tenaglia.

Il Bassotto è talmente impavido da essere impiegato anche per inseguire animali molto più grandi lui. Ancora oggi in alcune località della Germania si usa dare la caccia al cinghiale con una muta di Bassotti scatenati.

E poiché ha un fiuto eccezionale, il Bassotto è usato anche per seguire la grossa selvaggina ferita. Esistono diverse varietà di Bassotto: a pelo lungo, a pelo raso e a pelo ruvido.

C’è poi una varietà nana, che può pesare meno di 5 chili. Ma il carattere rimane sempre lo stesso, deciso e a volte non facile da trattare. Forse per questo il Bassotto piace a chi ha una forte personalità: hanno avuto un Bassotto il generale Rommell, la regina Vittoria, Picasso, James Dean (che lo chiamò Strudel) e Andy Warhol.

Lo scrittore americano E. B. White parlò spesso del proprio complicato rapporto col suo Bassotto Fred: «È un vecchio stupidone talmente simpatico – scrisse – che, con un po’ di rammarico, mi ci sono affezionato. Senza di lui la vita sarebbe un paradiso, ma ho paura che non sia il paradiso che cerco».





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