Alla base dell’addestramento del cane: il rinforzo positivo e negativo

Addestrare un cucciolo di cane è assolutamente necessario se si vuole che esso si rapporti nel modo corretto con le persone, con gli altri animali e con l’ambiente che lo circonda. In giro per l’Italia sono diversi i centri in cui poter educare i cani, ma vogliamo consigliarvi Argento Vivo Academy dove la simpatica Maria si impegna ad addestrare i cani alle porte di Milano. L’educazione del nostro amico a quattro zampe avviene principalmente attraverso i rinforzi.

A essere precisi, anche le punizioni rientrano tra i metodi impiegati per addestrare i cani. Tuttavia, i rinforzi fanno parte del processo di apprendimento moderno, teorizzato da Burrhus Skinner, che prende il nome di condizionamento operante. Questa metodologia mira a stimolare l’apprendimento del cane attraverso l’inserimento attivo di nuovi comportamenti.

In questo articolo andremo ad approfondire i rinforzi positivi e negativi oltre ad analizzare anche le punizioni.

 

Una breve premessa

Grande confusione c’è in coloro che si iniziano a interessare all’addestramento del proprio cane sui termini “positivo” e “negativo. È comprensibile d’altronde: siamo abituati a pensare a qualcosa di giusto e buono in relazione al primo termine; mentre il secondo vocabolo ci evoca qualcosa di sbagliato, da non perseguire in nessun caso.

Nel mondo dell’educazione degli animali non è così. I due termini non hanno nessun tipo di connotazione qualitativa, ma si riferiscono alla modalità con cui si entra in contatto con il cane in questo caso: nel campo del “positivo” si interviene per aggiungere un elemento, al contrario, nel “negativo” si agisce per togliere qualcosa.

Come vedremo in seguito, sia il rinforzo che la punizione possono essere positivi o negativi.

 

Rinforzo vs punizione

Nelle persone meno esperte sull’argomento la distinzione tra rinforzo e punizione non sempre risulta chiara. Adottando il rinforzo, si compierà un’azione, successiva a una condotta dell’animale, che farà sì che il cane sia più predisposto a ripetere nel futuro il comportamento che ha messo in atto. Utilizzando la punizione, all’opposto, il padrone punterà a non far replicare il comportamento adottato dal cane tramite l’utilizzo di un’azione punitiva.

 

Rinforzo positivo

In base a quanto scritto in precedenza, sappiamo che il rinforzo positivo punta ad aggiungere uno stimolo in corrispondenza di un comportamento che il cane ha adottato. Un classico esempio è costituito dalla ricompensa che si dà al cane dopo che esso ha obbedito a un ordine del padrone. Quindi, il rinforzo positivo si manifesta sotto forma di ricompense come piccoli snack, coccole e premi di qualunque tipo.

Si tratta del metodo di educazione del cane sempre consigliato dagli addestratori. Esso ha il vantaggio di favorire la crescita del cucciolo e di migliorare il rapporto che si instaura con il proprietario. Queste sensazioni positive vengono incamerate dal nostro amico a quattro zampe e lo indirizzano a comportarsi nello stesso modo (quello corretto) di quando ha ricevuto il rinforzo positivo per la prima volta. Perciò, in maniera graduale, il cane diventerà via via sempre più collaborativo e disposto a obbedire al proprio padrone.

Ricordiamoci sempre che i cani sono molto più intelligenti di quello che alcuni pensano. Grazie al rinforzo positivo, essi si sentiranno più al sicuro e percepiranno come piacevole il fatto di stare con i proprietari. Non esiste un cane che preferirebbe essere punito severamente piuttosto che essere ricompensato adeguatamente se si comporta nel modo corretto.

L’aspetto importante in questa metodologia di apprendimento è che il rinforzo positivo deve essere dato immediatamente dopo un’azione corretta e che la ricompensa va nascosta prima di questo comportamento. Facciamo un esempio: se il vostro cane, correttamente, fa i propri bisogni fuori casa, dovete all’istante inserire un rinforzo positivo che prima non c’era. Nel caso in cui lo inseriate prima o dopo, il cane risulterà confuso e meno disposto a ripetere il gusto comportamento.

Ci teniamo a ribadire la centralità delle tempistiche nell’addestramento del cane per non creare confusione nel cucciolo. Ritornando all’esempio precedente, se l’animale fa la pipì fuori casa e dopo 5 secondi si mette ad aggredire una persona e noi gli offriamo uno snack, esso capirà che il comportamento da ripetere sarà quello di abbaiare contro un passante invece che quello di fare i bisogni negli spazi aperti. Anche il rinforzo positivo, però, ha degli svantaggi. Dare una ricompensa al cane senza aver prima impartito un ordine potrebbe confonderlo, in quanto non capirebbe perché lo state premiando.

 

Rinforzo negativo

Sembrerà strano dirlo ma, purtroppo, ci sono diverse persone che, ancora, reputano che il rinforzo negativo sia un metodo sempre corretto per addestrare il proprio cane. Come scritto, il rinforzo negativo mira a eliminare qualcosa nel momento in cui il cane compie un’azione, nella speranza che il cane non ripeta più quel comportamento. Per molti, non tutti per fortuna, ciò si traduce nello sgridare o malmenare il cane che ha adottato una tenuta comportamentale sbagliata e non ci può essere nulla di più sbagliato.

Il rinforzo negativo si concentra nel restituire uno stimolo percepito come non piacevole per educare il cane, rimuovendolo quando l’animale adotta il giusto comportamento. Si tratta di un metodo di apprendimento che gli umani sperimentano con la cintura dell’auto. Se una persona si mette in moto senza cintura, l’automobile comincerà a emettere un suono fastidioso che si placherà solo dopo che la cintura sarà stata inserita.

Tornando ai nostri amici a quattro zampe, il rinforzo negativo potrebbe essere utilizzato per far sedere il cane ed essere messo in atto attraverso l’aumento della stretta del collare. È facilmente intuibile come tale pratica sia abbastanza rischiosa per il benessere psico-fisico dell’animale e come vada utilizzata con estrema cautela.

La speranza è che il cane apprenda il comportamento corretto senza dover far emergere degli stimoli fastidiosi per l’animale. Chi, invece, fa uso di violenza, sottopone il cane a una situazione di stress che non gli permette di essere addestrato a riconoscere il comportamento corretto in quella determinata situazione. Dunque, quando si ripresenterà la medesima circostanza, l’animale continuerà a comportarsi nel modo indesiderato.

Inoltre, ogni qual volta che viene utilizzata la violenza o si sgrida in modo esagerato il cane, l’animale si sentirà assoggettato al padrone e ciò non gli consentirà di comprendere le motivazioni della punizione inflitta.

 

Le punizioni positive e negative

Attraverso le punizioni si cerca di diminuire le probabilità che il cane assuma un determinato comportamento attraverso l’attuazione di alcune pratiche.La punizione positiva consiste nello sgridare e malmenare il cane per fargli smettere di eseguire un’azione che sta mettendo in atto. Come abbiamo evidenziato in precedenza, questo tipo di condotta da parte del padrone è sempre da ripudiare.

Per quel che riguarda le punizioni negative, esse non vanno sempre viste di cattivo occhio. Questa metodologia di apprendimento, che mira a togliere un’azione che piace all’animale, può portare dei benefici all’educazione del cane. Quante volte ci è capitato di tornare da un lungo viaggio e trovare il nostro cane tutto agitato e pronto a saltarci addosso per salutarci. In questo caso, tutti gli addestratori consigliano di scansarsi e non farsi salutare come il cane vorrebbe. La punizione negativa cerca di rimuovere lo stato di eccitazione del cane, attraverso il rifiuto delle coccole da parte sua, ossia un’azione altamente desiderata dall’animale.

 

Conclusioni

Tirando le somme, potremmo affermare che una combinazione di rinforzi positivi e punizioni negative possono portare il cane a essere addestrato nel modo corretto, a farlo sentire al sicuro e ricompensato se si comporta come desideriamo.

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